micro influencer food per la strategia marketing

Il micro influencer food per la tua strategia di marketing

Giulia Rapisarda

Il Food Influencer Marketing è un fenomeno sempre più diffuso nel mondo di Instagram. Recentemente ha incrociato il trend del micro influencer marketing, dando vita ad una nuova tipologia di content creator chiamati Micro Food Influencer.

Il micro influencer marketing risponde alle esigenze dei brand che vogliono raccontare i propri prodotti e servizi in modo creativo e consumer-friendly.
Applicato al settore Food&Beverage, sono molti i vantaggi che può fornire a produttori e ristoratori, questo perché i food brand hanno la possibilità di affidarsi a figure del mondo social in grado di produrre contenuti creativi che veicolino i valori aziendali e ne esaltino il legame con il territorio.

I micro influencer agiscono a livello locale e hanno un rapporto diretto con la propria community. Per questo, rappresentano una risorsa preziosa per i marketing manager del settore F&B che sono alla ricerca di strategie vincenti per migliorare la Awareness e la Reputation del Brand e aumentare le Conversioni.

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I micro Influencer per il Food&Beverage

Chi sono i micro Influencer?

“Il micro-influencer è un Social Content Creator il cui pubblico è riferito a specifici canali ed è fortemente interessato alle storie ed opinioni legate ai prodotti che acquista.”

In questo senso, il micro influencer agisce come una sorta di opinion leader, in grado di indirizzare la sua community verso specifici consumi. La sua attività comunicativa facilita il processo decisionale del suo pubblico, guidandolo durante il consumer journey.

Queste dinamiche sono possibili anche grazie alle caratteristiche delle piattaforme social – in particolare Instagram – che stimolano la comunicazione orizzontale nella community attraverso il passaparola (Word-of-Mouth). Ancora oggi, infatti, il dialogo tra le persone e lo scambio di opinioni rappresentano il mezzo di comunicazione più efficace e capillare.

Il micro influencer ha un ruolo chiave nello sviluppo di tali dinamiche relazionali. La sua community non è ampia come quella dei macro-influencer, infatti la sua follower-base ha uno standard massimo di 100.000 seguaci e questo consente un rapporto più diretto e intimo con un pubblico più definito, meno dispersivo e più affiatato.

Questa relazione intima con la propria community rappresenta uno dei tre maggiori punti di forza del micro influencer marketing. Scopriamo quali sono.

  1. Costi contenuti: in ragione della dimensione della community dei micro-influencer, di conseguenza anche i costi necessari per usufruire dei loro servizi sono ridotti rispetto al budget necessario per i top influencer;
  2. Dimensione local: il micro influencer è strettamente legato alla dimensione territoriale in cui opera ed è percepito come una figura emotivamente vicina ai suoi follower. Il suo raggio d’azione è intimamente connesso allo scenario locale in cui si inseriscono i brand con cui collabora. Di conseguenza, gli utenti sono più disposti a fidarsi in quanto avrebbero a che fare con una persona comune (e non una celebrity) e per questo più credibile, calata nella realtà quotidiana del suo pubblico;
  3. Specifica niche: gli interessi dei micro-influencer sono settoriali, così come quelli del loro pubblico, attuando così una comunicazione di “nicchia”. Sui suoi canali, infatti, si parla di topic specifici per un target specifico, ottenendo un tasso di conversione elevato. Ciò consente di ottimizzare sforzi e risorse che non si disperdono su un’audience ampia e variegata.

I micro influencer di Roundabout

Sempre più spesso le nuove aziende che utilizzano Roundabout si pongono domande sulla “veridicità” dei profili dei micro influencer, in termini follower, engagement, target di riferimento, efficacia comunicativa. Sono interrogativi più che leciti, che nascono in un contesto dove il #fake è sempre più dilagante.

Per ovviare a questo problema, noi di Roundabout, oltre alle caratteristiche qualitative sopra descritte, facciamo un’analisi dei “numeri” e quindi delle performance dei profili per stabilirne la validità. Tale verifica viene effettuata grazie alle elaborazioni che il nostro algoritmo fa delle API ufficiali di Instagram: questo ci consente di certificare i profili Instagram e far accedere alla piattaforma solo con performance reali.

Perché i micro influencer per il F&B: lo storytelling dei valori

In quanto personalità creativa e attenta all’estetica, il micro-influencer è in grado di valorizzare i prodotti dei food brand, costruendo uno storytelling capace di celebrarne caratteristiche e peculiarità. Questa figura sa cogliere i valori dei brand veicolandoli alla propria fan base. Così facendo genera engagement, stimolando una community di affezionati che diventa poi la community dei brand che il micro influencer rappresenta.

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Influencer e storytelling dei valori del brand

“Fare storytelling significa comunicare attraverso racconti e rappresentazioni che partono da proprie esperienze di vita e sono tendenzialmente emozionanti.”

Lo storytelling si basa sulle key-emotions, ovvero quelle emozioni che arrivano dritte al cuore, raccontate attraverso il capitale narrativo.

Il percorso compiuto dal micro influencer nel creare uno storytelling credibile si estende lungo quattro tappe:

1.    Valore: il micro influencer che entra in contatto con il food brand impara a conoscerne mission e vision, facendosi portavoce dei valori che l’azienda intende veicolare;

2.    Emozione: l’impatto emotivo ha un ruolo fondamentale, in quanto strumento utile per generare engagement. Il micro influencer è in grado di cogliere le emozioni generate dalla storia del food brand, dai suoi prodotti, dalla passione con la quale vengono creati, cogliendone le sfumature che andrà poi a raccontare alla sua community;

3.    Esperienza: il micro influencer fa esperienza del food brand e dei suoi prodotti, entrando in contatto con essi, provandoli e testandoli. In questo modo, la creazione di uno storytelling di valori del brand si concretizza sulla base dell’esperienza vissuta;

4. Racconto: l’ultima tappa del percorso di produzione dello storytelling culmina con il racconto vero e proprio da parte del micro-influencer dell’esperienza vissuta nell’entrare in contatto con il food brand.

Il compito dei micro influencer è quello di valorizzare e veicolare un contenuto – una storia – attraverso foto, video, caption creative e tutta una serie di strumenti che alimentino la community. In quanto content creator sono attenti conoscitori delle dinamiche estetiche dei social: dotati di un occhio fotografico, sono in grado di cogliere le sfumature dei prodotti, valorizzandone l’estetica e raccontandone la storia.

Noi di Roundabout sappiamo quanto sia importante raccontare una storia coerente con la brand reputation a un target specifico affine ai valori di marca. Attraverso la nostra piattaforma, ti offriamo una collaborazione con i micro influencer certificati esperti di food e storytelling, in grado di generare fiducia ed engagement attorno alla tua azienda.

Accedi gratuitamente alla piattaforma e potrai scoprire le strategie di Storytelling adatte al tuo business.

Food influencer marketing: social trend e social taste

Il food influencer marketing non è un fenomeno nuovo. A proposito di estetica dei prodotti del mondo del F&B, la food photography è un trend ormai consolidato. Grazie alla sua attenzione all’estetica, Instagram vede approdare sulla piattaforma un numero crescente di utenti che fanno del Food&Beverage una costante dei loro profili. Questa nuova tendenza ha comportato il cambiamento delle modalità di consumo alimentare di milioni di persone, sempre più orientate alla condivisione di foto legate al cibo.

Dalla food photography al social taste

Il trend della food photography si inserisce in un contesto di gusto sociale (social taste), di cui i micro influencer sono promotori. Viviamo nell’era di un gusto socialmente “accettato”, di cui facciamo esperienza prima con gli occhi e, solo in un secondo momento, attraverso il palato. Questa sorta di pre-confezione del gusto viene determinata e veicolata dai micro influencer. Il gusto è considerato un’attività culturale e social(e) più che individuale e i micro influencer si configurano come dei trend setter che guidano l’opinione del pubblico attraverso le nuove tendenze.

In questo contesto di gusto sociale si determinano esperienze multisensoriali che, partendo da foto accattivanti, sono in grado di stimolare il gusto attraverso la vista anticipando l’esperienza stessa del cibo. L’utente, in questa prima fase, lo pregusta attraverso l’immagine, condividendola con la sua community, in una celebrazione del cibo come forma d’arte esteticamente piacevole.

I dati delle nuove abitudini dei consumatori

L’indagine DOXA commissionata da Groupon sulle abitudini degli italiani al ristorante, mostra come i social media abbiano trasformato l’esperienza fuori casa di milioni di persone. Sono ben 7 su 10 gli italiani che scattano foto all’interno del ristorante per condividerle sui loro profili social. In particolare, il 51% ama immortalare il momento dell’arrivo del piatto ordinato ancora prima di assaggiarlo, un elemento significativo a conferma dell’importanza del valore estetico dei cibi.

A testimonianza di queste nuove modalità di consumo espresse nella condivisione della food experience, basti pensare alla popolarità di alcuni top-hashtag legati al cibo diffusi su Instagram: #food conta più di 400 milioni di post, #foodgram oltre 11 milioni e più di 250 milioni sono quelli di #foodporn.

+ 12,77%: l’incredibile crescita dell’influencer marketing nel 2020

Consapevoli di questa tendenza, sono molti i brand che ricorrono all’Influencer Marketing per raggiungere le fette di pubblico più social-addicted. Come dimostra il report Lo scenario 2020 dell’influencer marketingin Italia dell’ONIM (Osservatori Nazionale Influencer Marketing), infatti, cresce il numero di aziende che utilizzano in modo costante i progetti di Influencer Marketing, con un incremento annuo del 12,77%. Si registra, inoltre, che il 14.9% delle imprese italiane abbia attivato oltre 10 collaborazioni con gli influencer nel corso del 2020, in particolare per i progetti avviati su Instagram.

Uno studio più recente in collaborazione con Talkwalker analizza gli esiti delle partnership tra influencer e brand. Il report mostra un aumento di post sponsorizzati per il mese di febbraio 2021 (+3,6%) e un conseguente aumento delle interazioni generate (+5%) e per post (+1,2%).

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Aumento delle collaborazioni tra brand e Influencer

Analizzando la frequenza d’uso di hashtag relativi all’attività di sponsorizzazione da parte degli influencer di Instagram, è possibile notare una crescita della frequenza d’uso di hashtag come #adv (+9,5%), seguito da #advertising e #ad.

Il dato più interessante, però, riguarda, le interazioni prodotte dai diversi hashtag distribuite nel mese di febbraio. Il grafico sull’andamento delle interazioni mostra una tendenza di crescita non indifferente, con dei picchi che raggiungono il 50,9% per l’hashtag #adv, che ha generato 8 mila interazioni. Crescono anche le interazioni per #advertising, con un +29%, mentre diminuiscono quelle legate all’hashtag #ad, con una riduzione del 35,6%.

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I trend ONIM delle interazioni prodotte dagli hashtag

Questi social trend in crescita non lasciano spazio a dubbi sull’efficacia dell’influencer marketing. Noi di Roundabout verifichiamo ogni giorno la validità di tale strategia che considera i micro influencer come hub delle interazioni tra i brand e i loro pubblici, ovvero importanti punti di contatto funzionali al miglioramento della brand awareness. Le informazioni sul brand veicolate dai micro influencer e la costruzione di uno storytelling generano un forte legame con il pubblico, direttamente proporzionale all’affezione dei consumatori verso il brand, con il conseguente incremento della brand reputation.

Sulla base di queste verità ed expertise apprese sul campo, abbiamo creato la piattaforma di Roundabout.

Vuoi conoscere i trend più attuali sulle nuove abitudini di consumo?

Monitorare costantemente i trend più recenti è fondamentale per migliorare il tuo business.

Rilevante è oggi l’attenzione verso l’ambiente, che diventa sempre più centrale tra le priorità dei consumatori, i quali orientano i loro acquisti verso prodotti di brand attenti alla sostenibilità ambientale e con una produzione etica e solidale.

Filiera corta, certificazioni DOP e IGP, prodotti biologici sono tra le garanzie più richieste che incrociano i bisogni dall’attuale situazione di emergenza sanitaria. I food brand si trovano, da un lato, a considerare le esigenze alimentari dei consumatori, dall’altro, a far fronte ai mutamenti imposti dalla pandemia. Per questo, un altro trend rilevante sempre più diffuso è il fenomeno del delivery, unito ad attività promozionali a vantaggio di servizi di e-commerce.

I food brand devono essere in grado di cogliere i cambiamenti di ritmo e modalità di consumo, per produrre un’offerta che sia al passo coi tempi e con i bisogni di consumatori sempre più attenti ed esigenti.

Per farlo, servono strumenti funzionali per identificare strategie vincenti che supportino nella scelta di elementi virtuosi per la promozione del tuo business.

Con Roundabout, il tuo investimento in micro influencer advertising è una strategia vincente, perché cavalchiamo l’onda dei trend più recenti per ottenere risultati migliori per il tuo business.
Ti invitiamo a scoprire i nostri servizi: accedi gratuitamente alla piattaforma ed entra anche tu nel mondo del micro food influencer marketing!

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